Hai già fatto due giorni di stop e ti senti in colpa? In realtà sei nel pieno di un processo che lavora per te. Ecco come gestire le prossime 48 ore senza buttare nulla.
Lunedì mattina, terzo giorno di ponte. Magari sei al mare, magari in montagna, magari semplicemente a casa. Hai mollato gli allenamenti sabato e domenica, e quel piccolo senso di colpa inizia a farsi sentire. La tentazione è di fare qualcosa di “compensativo” oggi pomeriggio: un lungo, delle ripetute, qualcosa che ti faccia sentire meno in debito.
Resisti. Sei nel pieno di un processo che sta lavorando per te. E le prossime 48 ore possono trasformarsi in uno dei migliori investimenti della tua stagione, se sai cosa fare.
Mentre tu eri al ristorante o in spiaggia, il tuo corpo era impegnato in una cosa molto seria. Si stava riparando.
La supercompensazione funziona così:
Nei primi due giorni di ponte hai attraversato la fase 1 e iniziato la fase 2. Adesso, nelle 48 ore che ti restano, devi solo non sabotare quello che sta succedendo. E preparare il rientro.
Ecco come strutturarle, qualunque sia il tuo contesto:
In entrambi i giorni: idratazione abbondante (specie se fa caldo), pasti regolari senza ossessione, sonno priorità assoluta. Il sonno di queste 48 ore vale quanto l’allenamento di una settimana.
Qui sta la vera magia, ed è la parte che la maggior parte degli amatori sbaglia. Mercoledì 3 giugno, primo giorno di rientro alla normalità, NON devi fare il lungo che hai saltato nel weekend. NON devi recuperare il volume perso. Devi fare questo:
E giovedì? Giovedì arriva la sorpresa. La sessione di qualità (medio, ripetute brevi, fartlek) ti sembrerà più facile del solito. Le gambe “gireranno” meglio, il fiato sarà più disponibile, i battiti più bassi a parità di ritmo. Quello è il momento in cui capisci che i 4 giorni di pausa erano esattamente quello che ti serviva.