C’è spesso confusione riguardo all'assunzione di carboidrati. Vanno assunti prima, durante o dopo l’attività? In che quantità? E quali preferire?
L’assunzione di carboidrati durante lo sforzo fisico è sempre oggetto di dibattito, soprattutto riguardo alla quantità. Il mio desiderio in questo articolo è fornire alcune indicazioni chiare e semplici e sciogliere i principali dubbi riguardo il nutriente più amato dagli sportivi: i carboidrati.
Si tratta di una delle domande più frequenti che ci poniamo quando ci alleniamo. La percezione, infatti, è che in alcuni casi se ne possa anche fare a meno durante lo sport e che basti la sola acqua per soddisfare la sete quando questa insorge. La credenza generale è che gli integratori alimentari per sportivi a base di carboidrati vadano assunti solo in gara e unicamente al momento del bisogno. Niente di più sbagliato! È importante invece assumere energia anche in allenamento.
I carboidrati sono essenziali sia nell’allenamento sia nelle competizioni della durata superiore all’ora. I motivi? Sono principalmente tre:
L’American College of Sports Medicine (ACSM) raccomanda da 30 a 60 g di carboidrati all’ora come apporto ottimale durante un evento di resistenza come una corsa o una pedalata che durano da una a due ore. In pratica significa circa uno sport gel ogni 40 minuti poichè ciascuno di questi contiene circa 20-25 g per confezione. Quando invece l’impegno sportivo dura oltre due ore, il consiglio è quello di assumere 60 g di carboidrati per ogni ora, sin dalla prima ora di esercizio.
In caso di prestazioni sportive lunghissime, nell’ordine di quattro-sei ore (tipo ultra running, ultracycling o ironman), l’apporto di 60 g di carboidrati ogni ora non è più sufficiente per fornire energia. Ma l’ACSM ha pensato anche a queste situazioni: quando un evento supera le tre ore, è necessario un apporto mirato di carboidrati di 90-120 g/h per questo tipo di eventi. Un apporto che però non può essere improvvisato ma dev’essere allenato.
I carboidrati sono disponibili in varie forme. Avrai già sentito parlare di glucosio, saccarosio e fruttosio: sono tutti carboidrati in cui le singole ‘perline’ di glucosio sono attaccate tra loro in maniera differente e proprio per questo motivo vengono metabolizzati in modi e tempi diversi, influenzando le prestazioni. L’unione di due o più zuccheri si chiama miscela. Esse vengono formulate principalmente in risposta ai meccanismi di assorbimento dei vari tipi di zucchero a livello intestinale. È importante conoscere quale scegliere sia per ridurre il rischio di stress addominali, sia per favorire la prestazione. Una non vale l’altra. Scommetto che arrivato a questo punto desiderate saperne di più, per meglio comprendere quale sia il più idoneo al caso vostro. Resistete ancora un po’: ve ne parlerò in un prossimo articolo qui su ENDU.
Cover credit: Valentina Celeste
Molto interessante. Attendo il prossimo tuo articolo che spero affronti questo argomento anche per gli sportivi ..”diversamente giovani” ( nella specie over 70) con glicemia border line. Grazie
Attendo anche io il prossimo articolo a riguardo.