Utilizzo del cambio, ripartenza e scavalcamento di un ostacolo, tutto in salita: chi l'ha detto che la tecnica sia meno importante con l'e-bike? In questa puntata, Angelo ci svela alcuni consigli utili per aggredire le pendenze.
Vediamo le situazioni più tipiche (e le loro risoluzioni) che si possono incontrare in salita quando usiamo l’e-bike:
L’ideale sarebbe impostare la giusta marcia prima dell’inizio della salita, ma se non ci fossimo riusciti, dovremmo cambiare quando il motore ‘spinge’ meno (se si trovasse un piccolo spiazzo laterale sarebbe perfetto).
In quel caso, con bici e muscoli a tutta, non c’è nulla da fare e… bisogna scendere. A quel punto, alzare leggermente la ruota posteriore per impostare una marcia più adeguata e rimettersi in sella.
Se la salita fosse troppo ripida, scendere dalla bici e tornare indietro per un pezzetto cercando un tratto un po’ meno ripido e non scivoloso (basta una buca, un abbrivio, un masso su cui appoggiare la ruota posteriore) e mettere la bicicletta leggermente in diagonale di modo da utilizzare la semicurva per dare il lancio di partenza. Una volta a bordo, premere bene il coccige sulla sella, pinzare leggermente i freni, abbassare i gomiti e il petto verso il manubrio, sguardo e mento alti, e dare la prima pedalata per far avviare il motore. Attenzione a gestire bene i movimenti della bici (che ora è ben spinta dal motore) e di non perdere l’equilibrio. Il momento più delicato è quello in cui il motore dà il colpetto: valutare quindi se impostare un’assistenza del motore minore per non avere uno strappo eccessivo.
È fondamentale gestire bene il rapporto d’equilibrio tra noi, la bici stessa (bici che, ricordiamolo, nei pesi è sproporzionata in avanti a causa del motore posizionato sul tubo telescopico) e l’utilizzo delle marce (nonché della potenza del motore): infatti, se dovessimo avere un rapporto troppo agile e il motore in modalità ‘turbo’ la spinta potrebbe essere eccessiva e la ruota posteriore potrebbe sgommare. Si passa l’ostacolo utilizzando tutto il corpo, muovendo il bacino, e lavorando d’anticipo con lo sguardo ‘lungo’, tenendo una velocità costante. Da evitare il cambio di velocità quando si è sull’ostacolo.
In collaborazione con e Cambiobike