Il pull buoy è un supporto che si posiziona tra le gambe e ne permette il galleggiamento anche senza il loro utilizzo, bilancia la parte bassa del corpo e permette di concentrarsi sulla parte alta.
Il pull buoy non è altro che un supporto che si posiziona tra le gambe e ne permette il galleggiamento anche senza il loro utilizzo, bilancia quindi la parte bassa del corpo, permettendo di concentrarsi sulla parte alta intesa come braccia e tronco.
In passato era costituito da due cilindri legati tra di loro, ora tipicamente ha forma di 8 anche se in commercio se ne trovano di diverse tipologie: dal classico 8 simmetrico, a quello con una parte maggiorata fino ad arrivare alla versione tavoletta-pull, una tavoletta in miniatura.
Il pull buoy permette il galleggiamento degli arti inferiori senza alcuno sforzo attivo, mette quindi il corpo nel corretto assetto e permette di concentrarsi sulla parte superiore del corpo, riducendo quindi la fatica.
Questo strumento è l’ideale, quindi, per eseguire degli esercizi finalizzati all’allenamento delle braccia, sia dal punto di vista della tecnica che della forza, soprattutto è ottimale per prendere coscienza della giusta posizione del corpo in acqua.

I vantaggi non sono solo condizionali ma anche tecnici poiché permette di focalizzarsi sulla bracciata, impostandola nel modo più corretto e aiutando la percezione della rotazione del corpo.
Il pull buoy può essere utilizzato in maniera propedeutica in tutti gli stili.
Attenzione a non abusare del pull buoy poiché crea un falso senso di equilibrio, per il sollevamento passivo di fianchi e gambe.
Tutti gli attrezzi che favoriscono il galleggiamento sono controproducenti dal punto di vista del miglioramento della tecnica: una delle caratteristiche di un buon nuotatore è possedere buon galleggiamento con minimo sforzo. Gli attrezzi per il galleggiamento sono un trucco che non risolve il problema di base. (Hey, parlo con te, triathleta con il costumone in neoprene!)
In questi casi, si consiglia l’utilizzo del pull buoy per affinare la tecnica e la sensibilità, memorizzando la posizione corretta e migliorando così la propria nuotata.

Metti il pull buoy tra le cosce, trattenendolo nel punto più alto possibile e tieni le gambe vicine per mantenerti in posizione mentre lavori sulla tecnica della bracciata, sulla forza di spalle e braccia, sui muscoli del tronco.
Tieni gli addominali contratti, in questo modo avrai una posizione di scivolamento più efficace.
Per un lavoro dal punto di vista condizionale, nuota delle serie aerobiche su distanze tra i 50 e i 200 m. Ad esempio: 2x200 o 4x75 a stile con il pull buoy, nuotando ad un ritmo aerobico, medio.
Per un lavoro dal punto di vista della tecnica, nuota delle distanze più brevi e più lente, tra i 25 e i 50 metri. Puoi alternare vasche con il pull buoy a vasche senza per cercare di mantenere la posizione e la bracciata corretta anche senza il supporto. Ad esempio: 12x25 di cui 6 con il pull buoy e 6 senza, allo stesso ritmo; oppure 8x50 facendone 1 con il pull e uno senza.
Spesso si abbina all’utilizzo del pull buoy o bombolo anche il laccio, ovvero un elastico che si mette nelle caviglie e le tiene unite. In questo modo, la gambata viene totalmente impedita e si aumenta ancora di più il carico della parte alta del corpo. In particolare, viene richiesto più velocità di bracciata, un maggior controllo dell’assetto e l’intervento dei muscoli stabilizzatori del tronco perché le gambe avranno un “peso” maggiore e tenderanno di più ad affondare, nonostante l’aiuto al galleggiamento dato dal pull buoy.
Nella nuotata con il laccio, si deve anche a lavorare sulla frequenza della bracciata che dovrebbe aumentare, soprattutto se si nuota senza il pull buoy.
Esempio di esercizio: 12x25 4 con pull e laccio, 4 solo pull e 4 stile normale.
Grazie,ottimi consigli!
Articolo interessante ma dissento su un punto. Non credo infatti che sià esattamente propedeutico per tutti gli stili, in quanto ritengo il pull inutile sulla rana (salvo brevissimi esercizi che possono aiutare a correggere una gambata asimmetrica) e da utilizzare con molta cautela (e una buona dose di esperienza) sul delfino. Avrei inoltre aggiunto un piccolo suggerimento: per un buon utilizzo del pull è fondamentale che le gambe non si irrigidiscano cercando di stringere eccessivamente il pull; si rischia altrimenti che diminuisca la galleggiabilità e, invece di ottenere stabilità sulla nuotata, le gambe affondino eccessivamente. Per lo stesso motivo, il laccio andrebbe aggiunto solo da nuotatori esperti, secondo me. Grazie
Io il pull lo uso tenendo gambe ferme e incrociate alla fine. Galleggia benissimo e mi concentro sulla parte superiore. Le gambe quindi non le muovo x niente.