Le pinnette sono un grande alleato dei nuotatori, un accessorio fondamentale per migliorare la propria performance. Sai a cosa servono? vediamo i pro e i contro.
Nell’allenamento di nuoto le pinne più indicate sono le pinnette, dette anche mezze pinne o pinne corte, ovvero quelle con la pala corta che fanno mantenere una gambata veloce e con ampiezza ridotta. Le pinne lunghe, invece, modificano la gambata trasformandola in una battuta più lenta e più ampia, un po’ al contrario di ciò che sarebbe più utile al nuotatore.
Importante è sicuramente la scelta delle pinnette: ormai in commercio ce ne sono di vari tipi, le variabili da considerare sono: la lunghezza della pala (per i nuotatori si consiglia quella corta, come già accennato); la tipologia di tallone, se aperto o scarpetta chiusa (la versione aperta fornisce maggiore libertà di movimento, la versione chiusa però aderisce meglio al piede); la rigidità della pala (maggiore rigidità consente di allenare ancora più intensamente le gambe e comporta maggiore fatica ma porta anche più stanchezza, di conseguenza ne risentirà la fluidità della gambata e la tecnica; sconsigliate per questo quelle in plastica); il materiale (plastica, gomma o silicone, quest’ultimo è sempre più diffuso per le sue proprietà elastiche)

Il primo obiettivo di un lavoro con le pinnette è sicuramente il potenziamento della gambata e dei muscoli della parte inferiore del corpo.
Anche per i nuotatori che hanno una gambata molto debole (…ehm, come ad esempio la sottoscritta), l’utilizzo delle pinnette può stimolare l’aumento la frequenza (…ehm, per me su questo c’è ancora parecchio lavoro da fare!) perché altrimenti le gambe tenderanno ad affondare, invece la maggiore battuta riposizionerà il corpo più in alto sull’acqua. La più ampia superficie data dalle pinnette porta ad una maggiore sensibilità e spinta, permettendo di lavorare anche sulla fase della gambata che va dal basso verso l’alto, solitamente più difficile da allenare.
Le pinnette, inoltre, permettono di migliorare la flessibilità delle caviglie, aspetto importante nell’efficacia della propria battuta di gambe, perché la superficie maggiore di presa sull’acqua permette una maggiore estensione della caviglia e ne amplifica le sensazioni.
Una caviglia rigida, con scarsa flessibilità, infatti, non fa assumere al piede la posizione corretta “a ballerina” ma anzi lo farà stare “a martello” e vanificherà parte della spinta.
Nuotare con le pinne, ovviamente, fa raggiungere una velocità superiore e lo fa a fronte di un dispendio energetico inferiore, quindi con meno fatica (…ehm, a patto di utilizzare bene le gambe, io ho il particolare potere di andare anche più lenta con le pinne che senza)
Logicamente questo dà la possibilità di nuotare una maggiore quantità di vasche in un tempo uguale o inferiore a quello abituale; l’innalzamento della frequenza cardiaca diventa fattore più allenante rispetto al nuoto senza pinnette.
Infine, l’aumento della velocità e l’impiego dei maggiori gruppi muscolari della parte bassa del corpo migliorano anche l’allenamento cardiovascolare.

Le pinnette sono solitamente uno strumento utilizzabile anche per i principianti.
Gli aspetti negativi del loro impiego sono pochi:
Come sempre, evitando la fase del riscaldamento, le pinne possono essere utilizzate in modo diverso in base agli obiettivi dell’allenamento:
Qualche esempio:
Ovviamente le pinnette si possono abbinare ad altri accessori come le palette o lo snorkeling.
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ottimi suggerimenti, complimenti
Ben fatto e con tanti suggerimenti pratici. Grazie !!!
Grazie per le indicazioni degli esercizi. Ottimi
ottimi consigli,io uso molto le pinette sopratutto in acque libere x non caricare molto una spalla che ho lussato...grazie!!