Ormai è iniziata la stagione delle acque libere! Spesso però, durante gli allenamenti, si tende semplicemente a nuotare per lunghe distanze con un mono ritmo. Ecco tre allenamenti davvero efficaci per spezzare la noia.
L’approccio alle acque libere presenta parecchi risvolti psicologici. Immergersi nella natura per molti rappresenta un tuffo nella libertà, uscire dai confini artificiali della piscina e vivere esperienze un po’ selvatiche e con quel pizzico di agitazione dovuto alla percezione della sfida e dell’avventura. L’acqua è acqua ma la sua percezione e soprattutto l’approccio con essa cambia a seconda che si tratti di lago naturale, artificiale o mare.
Da una realtà all’altra cambia la consistenza chimica dell’acqua, cambiano le condizioni legate alle correnti, alle onde, alla trasparenza e alla confidenza psicologica che si instaura con l’elemento e il suo contesto. Oltre all’acqua in sé ci sono altri fattori che vanno tenuti in considerazione come il vento, il sole, il freddo o il caldo improvvisi, correnti, traiettorie… Tutti questi ostacoli e imprevisti influiscono sul passo cronometrico che si è costruito durante l’inverno in piscina ma, con un po’ di adattamento, il passo percepito in base allo sforzo sostenuto si avvicina al crono allenato e previsto.
Se non si è particolarmente navigati occorre investire un po’ di tempo per munirsi della giusta attrezzatura; ascoltare i suggerimenti di chi ha più esperienza e testare su di sé quali di questi consigli si adattano meglio alle proprie caratteristiche.
Per quanto riguarda gli allenamenti se non si ha la fortuna di essere seguiti da un’imbarcazione è importante non essere mai soli e in mancanza di un compagno di allenamenti bisogna fare sempre in modo di restare in vista di qualcuno a riva e mai allontanarsi troppo da lì.
Ideale è munirsi di una boa di segnalazione, scomoda da trainarsi dietro ma fondamentale per farsi notare dalle imbarcazioni e per aggrapparsi in caso di necessità. Alla boa di segnalazione sarebbe utile unire anche una cuffia di colore contrastante all’ambiente (tendenzialmente le tonalità di rosso o giallo vanno sempre bene).
Il primo suggerimento è di non sviluppare distanze eccessivamente lunghe con un mono passo e sotto ritmo ma di individuare un’area delimitata da particolari naturali (insenature, scogli…) o artificiali (boe, corsie, imbarcazioni ormeggiate…) e strutturare l’allenamento con una logica analoga a ciò che durante l’inverno si è sviluppato in piscina.
Gli allenamenti possono essere sviluppati a minutaggio oltre che a distanza utilizzando la stessa logica dell’interval training. I moderni orologi sono in grado di utilizzare la tecnologia GPS per determinare poi la distanza complessiva percorsa, il passo medio e il tracciato sviluppato, nonché parecchi altri dati che risultano interessanti da analizzare e danno risposte a curiosità che non si sapeva di poter avere.
La struttura generale: fare serie con cambi di ritmo e di intensità alternate a tecnica per acque libere come ad esempio nuotare qualche bracciata a stile con la testa fuori per individuare punti di riferimento e la giusta traiettoria, alternate a un numero preciso di bracciate con nuotata regolare con la testa in acqua e controllare così se, durante la nuotata regolare, la traiettoria è cambiata e in quanto tempo. Questo permette di intervenire su eventuali compensazioni.
Credits: TriO Events
Bell'articolo! Secondo me i suggerimenti sono validi, oltre che facili da realizzare. Ne aspetto altri. Grazie LuLa