Lo Yoga, sviluppando forza ed equilibrio, permette di ottimizzare la pedalata. I risultati? Più stabilità nelle curve e sulle discese e più performance in salita.
Ebbene sì, lo Yoga è una specie di panacea, che aiuta chi pratica discipline di endurance non solo a raggiungere una maggiore consapevolezza del proprio corpo mentre si muove, ma anche a fortificarlo, a scaldarlo prima di un allenamento e a riequilibrarlo alla fine. Dopo aver parlato dello Yoga per il nuoto, oggi ci addentriamo nel mondo del ciclismo, che sia mtb, e-bike, gravel o bici da corsa. Dal tappetino alla sella, tutto quello che lo yoga può fare per noi. Pronti?
Abbiamo detto che tutto comincia dal respiro e chi ha messo in pratica le tecniche di respirazione di cui abbiamo parlato avrà già riscontrato dei benefici (anche nel ciclismo). Sistemato il respiro passiamo a un altro aspetto molto importante che nello yoga viene curato nei minimi dettagli e che è un ingrediente prezioso per i ciclisti. Stiamo parlando dell’equilibrio. Certo, qualcuno nasce più dotato di altri, ma tutte e tutti possiamo lavorarci.
Innanzi tutto esploriamo il nostro punto di partenza: come siamo messi? Questo ci permetterà di ascoltarci e sviluppare maggior consapevolezza del nostro corpo nello spazio e di notare i progressi. In Tadasana (la posizione della montagna che abbiamo già incontrato), proviamo a chiudere gli occhi. Osserviamo quanto e se oscilliamo. Se tutto tace, proviamo a riaprire gli occhi, a fissare un punto preciso, flettere un ginocchio trovandoci, di conseguenza, in appoggio su un piede solo. Se tutto resta al suo posto, proviamo a richiudere gli occhi e ripetere anche sull’altro lato.
In quadrupedia, spalle sopra i polsi (ruotate esternamente), ginocchia sotto gli ischi, inspirare e sollevare da terra braccio destro e gamba sinistra;
mentre espiriamo, portando l’ombelico verso la colonna e attivando gli addominali, avviciniamo lentamente il gomito destro al ginocchio sinistro.
Inspirando, ridistendere gamba e braccio; espirando, ripetere la contrazione verso il centro. Cercare di muovere solo il braccio e la gamba: spalle e anche restano parallele al suolo. Ripetere l’esercizio 10/15 volte e fare lo stesso dall’altro lato. Ovviamente distenderemo braccio sinistro e gamba destra, per poi avvicinare gomito sinistro al ginocchio destro.
Distendiamo gamba sinistra e braccio sinistro. Troviamo il centro, attiviamo l’ombelico e i muscoli che lo circondano, fissiamo un punto a terra e ascoltiamo la forza isometrica che allunga tutto il fianco. Spalle e anche continuano a restare parallele al suolo. Dieci respiri in questa posizione per poi passare all’altro lato, distendendo braccio e gamba destri.
Se vi sentite pronti, provate anche a farlo a occhi chiusi. Riprendersi con una videocamera è un buon modo per osservare come state eseguendo l’esercizio: a volte abbiamo una percezione che si discosta dalla realtà.
Per concludere, vi mostro un piccolo trucchetto off the mat che aiuta a riaprire un po’ il petto dopo l’uscita in bici (la posizione in bicicletta tende ad accartocciarci). Ancoratevi allo stipite di una porta e con dolcezza lasciate che il vostro peso crei spazio. Inspirate ed espirate profondamente. Cercate di tenere le spalle lontane dalle orecchie.
Ci sono ancora tante cose di cui dobbiamo parlare: non potete nemmeno immaginare che viaggio incredibile è lo yoga e quanto può aiutarci nella pratica dei nostri amati sport. Quindi, restate nei paraggi.
Ottimo devo approfondirlo