'Dietro a un grande atleta c'è una mente molto solida': vediamo come si costruisce l'allenamento mentale, uno dei marginal gains più studiati.
Quando parliamo di marginal gains ci riferiamo al concetto di apportare piccoli miglioramenti incrementali in varie aree della nostra attività al fine di ottenere un miglioramento delle prestazioni complessive. Questo concetto è spesso associato allo sport ed è stato reso popolare da Sir Dave Brailsford, ex dirigente del team Sky/Ineos e Performance Director di British Cycling. L’idea di base è che concentrarsi su tanti piccoli progressi, che individualmente possono sembrare insignificanti, può avere un impatto significativo sulla performance complessiva, ovviamente solo se li consideriamo in maniera collettiva.
Questo approccio comporta l’analisi di ogni aspetto di un’attività o di un processo e la ricerca di modi per ottimizzare ogni componente, non importa quanto piccolo esso sia. Ad esempio, nel contesto degli sport di endurance, i guadagni marginali potrebbero arrivare attraverso questi accorgimenti:
Cercando e implementando continuamente questi piccoli miglioramenti, gli atleti e le squadre possono potenzialmente ottenere un vantaggio competitivo, arrivando a compiere prestazioni migliori. Sono da prendere in considerazione tutti i componenti, ovviamente, ma mentre alcuni sono a disposizione di tutti (quindi possono incidere nella stessa maniera per ogni atleta), la vera differenza di prestazione può farla la qualità dell’allenamento mentale.
Ormai è noto che la capacità di performare al top appartiene soprattutto agli atleti mentalmente solidi, che in aggiunta alla cura di ogni particolare possibile, si dedicano in maniera quasi maniacale a sviluppare le capacità di resistenza e reazione a ogni difficoltà che la prestazione sportiva offre loro. L’allenamento costante di ogni piccolo particolare che riguarda la parte mentale, svolto in modalità preventiva e non solo terapeutica, consente all’atleta di sviluppare capacità ancora inesplorate e mai espresse.
Se parliamo di team sportivi, è comodo avere al proprio interno quante più figure professionali possibili che si occupino della gestione dell’atleta (per esempio, oltre al coach vero e proprio, preparatori atletici, fisioterapisti, osteopati, mental coach), che dialogano fra di loro per costruire intorno all’atleta un vero progetto di prestazione sportiva.
Stiamo parlando di un concetto di allenamento e di approccio allo sport davvero moderno. È sempre più difficile ottenere prestazioni eccellenti attraverso la sola programmazione degli allenamenti tradizionali. È proprio per questo motivo che rivolgere l’attenzione ai marginal gains può rivoluzionare in maniera positiva la nostra ricerca di performance.
La crescita della performance dell’atleta attraverso i suoi marginal gains può essere applicata a vari aspetti della sua vita, non solo allo sport praticato, come allo sviluppo personale, al lavoro, all’istruzione. In sostanza, l’attenzione ai marginal gains sottolinea l’importanza del miglioramento continuo e della ricerca di piccole opportunità di crescita e progresso per raggiungere il successo a lungo termine. Ecco alcuni suggerimenti su come possiamo allenarci mentalmente per ottenere questi marginal gains:
Ora che abbiamo fatto il punto su alcune tipologie di strategie utili per ottenere miglioramenti dobbiamo essere consapevoli che le chiavi per ottenere i marginal gains attraverso l’allenamento mentale sono la coerenza e la costanza. Ricordiamoci che ogni persona è diversa, quindi è importante trovare le strategie mentali che funzionano meglio per noi e adattarle alle nostre esigenze e obiettivi specifici, e tutto ciò richiede impegno e soprattutto tempo. In tutto questo la presenza di un mental coach all’interno di uno staff può facilitarci a raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati, aiutandoci a far emergere tutte quelle potenzialità latenti che sicuramente possiediamo.
Ezio Dau - Antsy
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Credits: Gorodenkof; My Good Images; cover: Anastasios71