Rafforzare glutei e addome: non è solo una questione estetica, perché sono muscoli fondamentali per la nostra postura. Ma quando facciamo semplici esercizi, come ad esempio il plank, sappiamo davvero come eseguirli?
Ebbene sì, anche quando eseguiamo esercizi noti a tutti noi (come plank, squat…), se non li facciamo nel modo giusto, con l’autoallungamento e con la respirazione giusta, non saranno mai davvero efficaci.
Ma che cos’è l’autoallungamento? È quando ci ricordiamo di allungare la schiena, immaginando che qualcuno ci tiri dalla testa e portando al contempo il mento verso lo sterno.
Mettersi in ginocchio sul tappetino e accucciarsi, seduti sui talloni, con le braccia allungate davanti a noi. Espirando, portarsi nella posizione di plank statico. Questa è la posizione corretta perché, per arrivare nella posizione, abbiamo espirato senza portare in fuori i muscoli addominali (anzi, li abbiamo schiacciati verso la colonna vertebrale: il gesto corretto). Tenere la posizione fino a esaurimento.
Prima di tutto: come posizionarsi sul tappetino? Bisogna prima sedersi su un fianco e, espirando, allungarsi distesi su un fianco sul tappetino. Tenere le gambe piegate e sovrapporre i piedi. Appoggiarsi sul gomito del braccio prima disteso sopra di noi e posizionarlo sotto la spalla, a 90°. La schiena è sempre dritta in autoallungamento. Inspirare e, mentre espiriamo salire con il bacino (le gambe continuano a essere piegate e sovrapposte). L’ombelico rimane schiacciato verso la colonna vertebrale. A ogni inspirazione il bacino scende e a ogni espirazione il bacino sale. Eseguire fino a esaurimento e ripetere sull’altro lato.
Da supini, gambe piegate, inspiriamo gonfiando la pancia ed espirando facciamo salire il bacino più in alto che possiamo, ‘a ponte’. Inspirando tornare nella posizione iniziale e ripetere. Ripetere una ventina di volte.
La diastasi è quando i muscoli del retto dell’addome si allargano, magari a causa di sovrappeso. Per contrastare questo inconveniente, possiamo fare questo esercizio con l’aiuto di una cintura d’accappatoio legata a mo’ di cerchio: seduti con le gambe piegate, schiena in autoallungamento, braccia distese davanti a noi, cintura attorno al dorso delle nostre mani. Inspirare e, mentre espiriamo, spingere le mani contro la cintura, verso l’esterno. Ripetere a esaurimento.
Distendersi su un fianco (sempre con la modalità di espirare prima di adagiarsi sul tappetino). Appoggiare la testa al braccio, l’altra mano e posizionata sul ventre (così ci ricordiamo di respirare con il diaframma), le ginocchia piegate e sovrapposte. Inspirare ed espirando aprire la gamba più esterna verso l’alto; riportarla in posizione quando inspiriamo. Ripetere 20 volte per gamba.
Sedersi sui talloni, schiena dritta. Inspirare e, stringendo i glutei, alzarsi in ginocchio mentre espiriamo, facendo partire il movimento dal bacino. Tenere sempre i glutei strizzati e, inspirando, tornare seduti. Ripetere 10 volte, lentamente.
Posizione classica di squat, con gambe aperte alla larghezza dei nostri fianchi, punte dei piedi rivolte leggermente verso l’esterno. Scendere inspirando e risalire espirando (quindi il contrario di quello che facciamo di solito), stringendo sempre i glutei. Ripetere 20 volte.
Questi esercizi possono farli tutti e tutte, senza controindicazioni!
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