Meditazione e yoga: e se fermarsi fosse un'opportunità? Scopri come iniziare la pratica della meditazione e della body scan meditation.
Sempre più persone si dedicano allo yoga e alla meditazione, discipline che possono offrire interessanti spunti non solo per continuare a tenere una buona condizione fisica, ma anche per dedicare attenzione ad aspetti fondamentali della preparazione che di norma trovano minore spazio nella pianificazione degli allenamenti.
In questo articolo parleremo di come iniziare la pratica della meditazione e della Body Scan Meditation.
Tra tutti i tasselli che vanno a comporre la preparazione dello sportivo e della sportiva, dall’alimentazione al recupero, la componente mentale è forse quella a cui finiamo sempre per dedicare meno attenzione e meno tempo, dimenticando invece che, come tutte le abilità, anch’essa necessita di essere allenata e potenziata costantemente.
Ma cosa intendiamo per fattore mentale? Parliamo di gestione delle emozioni e regolazione del sistema nervoso, capacità di mantenere la concentrazione sotto sforzo e di utilizzare consapevolmente tecniche di meditazione per migliorare propriocezione e precisione del gesto atletico.
La stretta correlazione tra corpo e mente è, di fatto, la base su cui si fonda l’intera disciplina dello yoga. Non a caso, una delle traduzioni meno note del termine yoga è “giogo”- ad indicare come mente e corpo siano indissolubilmente vincolati tra loro, come due buoi aggiogati, tanto che se uno dei due rimane indietro, l’intero sistema non può andare avanti. Lo yoga ci insegna come la mente abbia bisogno di attenzione tanto quanto il corpo e individua nella meditazione lo strumento più efficace per prendercene cura.
Meditazione: trascendenza o scienza?Sfatiamo alcuni miti. Quando pensiamo alla meditazione non dobbiamo per forza pensare a qualcosa di esoterico e lontano da ogni aspetto pragmatico. Nei millenni, le tecniche di meditazione sviluppatesi sono tante quante, e forse più, delle discipline sportive moderne - molte di queste pratiche traggono origine da contesti di ricerca spirituale (in particolar modo dalla tradizione buddhista e induista) anche di natura trascendentale, ma oggigiorno le più diffuse hanno tradotto i saperi di queste culture in esercizio di consapevolezza laico.
Su tutte, la più conosciuta e forse la più adattabile al contesto sportivo prende il nome di Mindfulness, termine con cui facciamo riferimento alle pratiche teorizzate dal biologo statunitense Jon Kabat-Zinn, applicabili ai più svariati contesti e volte a potenziare la capacità di concentrazione per acquisire maggiore consapevolezza, presenza mentale e familiarità con il nostro sistema mente-corpo, al fine di ridurre lo stress e massimizzare il benessere.
'Mindfulness è praticare l'attenzione senza giudizio, è un invito a ricordarsi di essere presenti, un atto di amicizia con sé stessi'. Jon Kabat-Zinn, Professore emerito di Medicina all'Università del Massachusetts
La comunità scientifica è ormai unanime nel confermare quanto potente possa rivelarsi l’effetto del ‘fattore mente’ sulla nostra fisiologia, non solo in termini di sensazioni generali, ma anche dal punto di vista neurobiologico; la PNEI (Psico Neuro Endocrino Immunologia), branca della medicina integrata, da tempo pone allo studio la relazione bidirezionale tra mente e sistemi biologici; oggigiorno è ormai scientificamente dimostrato come la meditazione possa agire, se praticata con costanza, sulle strutture celebrali responsabili della secrezioni delle sostanze - endorfina, insulina, dopamina… - che regolano la risposta dell’intero organismo.
È del tutto evidente come questo possa risultare di particolare interesse in ambito sportivo e l’efficacia della meditazione è confermata anche dall’esperienza di tanti atleti di fama mondiale che hanno rivelato di avere introdotto questo tipo di esercizio nelle sessioni di allenamento; riportiamo l’esempio, fra gli altri, del cestista Danilo Gallinari che ha spesso menzionato la meditazione come routine quotidiana, o dell’ex-tennista Maria Sharapova che non ha mai nascosto di aver utilizzato spesso questa pratica perfino durante i match, negli intervalli di tempo alla fine del punto per gestire al meglio le emozioni.
Esercizio: la pratica della scansione corporeaLa Mindfulness, così come ogni altra tipologia di meditazione, è innanzitutto un affascinante viaggio di scoperta all’interni di sé stessi e sono tanti i mezzi, alla portata di tutti e tutte, con cui poterlo intraprendere. La Body Scan Meditation è certamente una tra le tecniche più immediate con cui iniziare, per imparare ad ascoltare il proprio corpo.
Ci tornerà utilissimo allenare questa capacità, ad esempio per riuscire, nello sport, ad anticipare i momenti di crisi durante la performance o per gestire l’intensità degli allenamenti in base alle “sensazioni”, imparando a sfruttare al meglio i giorni migliori e a rispettare invece il corpo quando richiede riposo, e così via. La scansione corporea risulta, inoltre, particolarmente efficace anche come tecnica di rilassamento profondo finalizzata alla velocizzazione del recupero – ottimo strumento al termine di allenamenti intensi, così come nei giorni che precedono la competizione.
Di seguito, un facile esercizio per incominciare ad entrare con la mente nel corpo e a familiarizzare con l’ascolto, con curiosità e metodo. Possiamo fare questo esercizio per 10/20 minuti. Possiamo decidere di praticare autonomamente memorizzando i passaggi o chiedere a qualcuno di leggere, passo passo, le indicazioni mentre noi pratichiamo.
Terminata la pratica, prima di riaprire chi occhi, tornare a muovere il corpo con calma, una parte alla volta, cercando di notare la differenza nello stato generale, di mente e corpo, rispetto all’inizio della meditazione.
Ricorda che questo esercizio di sintonizzazione con le sensazioni del corpo può essere praticato anche in movimento e risulta perfetto per riattivare la concentrazione durante le sessioni di allenamento più lunghe.
Bibliografia:
Grazie articolo prezioso
Grazie mille! Spero che un esercizio semplice e molto piacevole come questo possa essere di sollievo in queste giornate :)
Tra i miei ricordi di bambina di 9anni ho proprio questo: nei pomeriggi prima della pennichella, nel mio letto stavo sdraiata in totale relax. Sentivo ogni singola parte del mio corpo, era una sensazione particolare, ciò che sentivo era il mio corpo che si manifestava ...poi solo benessere. Ero molto Zen già da allora.
Eh parte della sensibilità che si ha da bambini col crescere si perde un po'. Ma si può recuperare :) Grazie per aver condiviso questo bellissimo ricordo. Claudia