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Altezza sella: un parametro importante

Siamo sempre alla ricerca di accessori "cool" e spesso tralasciamo tasselli importanti. Altezza sella: un parametro fondamentale!

di Filippo Tommasini · ·Lettura: 2 minuti
Altezza sella: un parametro importante

Altezza sella: un parametro importante!

L’altezza sella è uno dei parametri più importanti da tenere in considerazione quando si va alla ricerca della corretta posizione in bicicletta.

Una corretta posizione ci consentirà di utilizzare i nostri muscoli nel migliore dei modi riuscendo così a generare più potenza ed evitando spiacevoli infortuni.

È quindi fondamentale investire nel ricercare la posizione corretta: meglio pedalare nel modo corretto che avere una bici “luccicante”!

Altezza sella: non esistono regole scolpite nella roccia ma varie teorie, diversi approcci.

altezza sella

In passato il metodo più utilizzato era di misurare l’altezza del nostro cavallo e moltiplicarla per 0,885 (metodo Bernard Hinault). Piedi uniti, bacino posizionato al muro e schiena dritta e aiutandosi con una squadretta o un libro posizionato in mezzo alle gambe e spinto contro le ossa ischiatiche. Si ottiene ovviamente una misura approssimativa, un punto di partenza utile per poi fare piccoli aggiustamenti.

Per riportare questa misura sulla nostra bicicletta basterà utilizzare un metro e misurare dal centro del movimento centrale fino al centro anatomico della sella.

Come trovare il centro anatomico della sella?

Puoi utilizzare due metodi:

  1. misuri 12 cm partendo dal retro della sella
  2. misuri dove la larghezza della sella è di 7cm

Il primo, con alcune selle come le ISM che hanno un prolungamento posteriore, può dare risultati fuorvianti ed è quindi preferibile il secondo.

E’ chiaro che comunque si tratta di un metodo “one size fits all” che non tiene conto delle tantissime caratteristiche del ciclista e della bicicletta quali: flessibilità, struttura muscolare, lunghezza del femore rispetto a quella della tibia, tipo utilizzo della bici (amatore, agonista, cronometro, triathlon, granfondo), lunghezza della pedivella.

Da queste complesse variabili e dalla necessità di adattarle al ciclista è nato il lavoro dei biomeccanici che hanno come obiettivo valutare tutte queste variabili.

Uno degli aspetti maggiormente messi a fuoco dal loro intervento riguarda l’angolo di apertura nel punto massimo (estensione) e minimo (compressione) tra il femore e la tibia che, pur avendo un range ottimale di riferimento, deve essere adattato alle esigenze e alle caratteristiche del singolo ciclista.

altezza sella

Per quanto riguarda le pedivelle, mentre in passato avevamo una gamma limitata di lunghezze, oggi i biomeccanici tendono ad utilizzare misure che spaziano dai 160 ai 180mm: questo, ancora una volta, in funzione delle caratteristiche dell’atleta ma anche della disciplina praticata. Ovviamente la misura della pedivella è un fattore da tenere in considerazione quando si parla di altezza sella: ad una minore lunghezza andrà proporzionalmente aumentata la distanza tra movimento centrale e centro anatomico della sella.

Inoltre la lunghezza della pedivella ha un impatto sull’angolo di estensione femore/tibia e quindi anche questo aspetto andrà tenuto in debita considerazione.


La bicicletta è la vostra passione? avete intenzione di fare un po’ di km? volete evitare spiacevoli infortuni? se la risposta è si, penso sia doveroso investire un po’ di tempo per sapere se state pedalando nel modo corretto.

 

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Le domande dei lettori

Domenico P. 17 settembre 2021

Scusate, tanta teoria e pochi consigli pratici, se non il fatto di indirizzarsi ad un biomeccanico.

Lina

Alla fine bisogna sempre affidarsi ad un biomeccanico, dove ognuno di questi ha un'interpretazione ed una logica propria. Noi profani avremmo bisogno di consigli pratici, indicazioni vere non solo di teorie.

Giuseppe

Capisco, mi sembra però un piuttosto il contrario : pratica (sommaria) e nessuna teoria. L'articolo indica fattore 0,885x h cavallo per partire nel settaggio, e indica anche il criterio per individuare le varie misure. Evidenzia inoltre quali parametri possono subentrare per una correzione accurata della misura, ma per le quali consiglia di rivolgersi agli specialisti (consiglio orientato a buoni pedalatori). Personalmente sono un amatore, pure discontinuo. Quanto sopra è stato sufficiente a farmi pedalare con soddisfazione. Il problema che condivido con la critica è che come sempre gli argomenti non vengono mai approfonditi, ma sembra che lo scopo da raggiungere sia solo il contatto per fare aumentare l'indice di ascolto; ottenuto questo, i temi muoiono li, liquidandoci con un celato "ciao, domani vi butto là un'altra pietra miliare, per oggi siamo a posto!". Articoli che non offrono niente di più di quanto non trovi con una prima veloce ricerca su internet. Domenico, sono con te nella critica, vorremmo un po' più di qualità negli articoli soprattutto dai siti di settore, la superficialità dovrebbe rimare fuori, nel bailame qualunquistico della rete.

salvatore 17 settembre 2021

non solo insulso anche sbagliato dove vi tentate di dare qualche indicazione precisa, vedi misurazione al centro pedivelle. il ciclista si confronta con la realtà chiamata strada, salita! fatelo anche voi!!

Gianni 17 settembre 2021

...e se uno pedala su una MTB, i valori sono gli stessi ?

Alessandro C. 18 settembre 2021

Interessantissimo argomento, quello della misura corretta fra sella e movimento centrale della bicicletta, domanda il fattore della lunghezza pedivella esempio, da 160 a 180 , come ci si regola grazie Alessandro Clementi

Filippo T.

Ciao Alessandro, se la pedivella si accorcia si deve alzare la sella e viceversa degli stessi millimetri (es dal 170 a 160mm devo alzare la sella circa di 10mm). Alzandola o abbassandola avremo una sella un pochino più lontana (se alzo) o vicina (se abbasso) al manubrio e quindi andrà corretta la distanza. Ovviamente questa è una regola di massima da tarare sul ciclista.

Michele D. 19 settembre 2021

i numeretti ed i calcoli vogliono dare la sensazione della scientificità delle prestazioni dei biomeccanici (dai 100 euro in su). Applicare dei numeri alle persone mi dà la sensazione di generalizzare trascurando le caratteristiche peculiari dei singoli individui. Ci sono due modi per andare in bici: per godersi il paesaggio e per cercare la prestazione ottimale. Mi risulta che la maggioranza, ma potrei sbagliare, dei pedalatori cerca il piacere fisico e mentale e quindi rientra nella prima ipotesi. In questo caso

Filippo T.

Ciao Michele, grazie per il tuo commento. Vero, gran parte dei ciclisti ricerca, in una pedalata, piacere e benessere. È anche vero che se fai giusto due pedalate alla settimana, quindi 70/100km in una posizione NON corretta rischi comunque qualche infortunio. L'articolo vuole essere solo un punto di partenza per quel neofita che vuole avere un minimo di orientamento sul tema.

Michele D. 19 settembre 2021

(continuazione) nel caso della ricerca del piacere della pedalata, cosa dobbiamo ricercare? La comodità e la possibilità di guardarsi intorno. In sintesi é più importante un fondello del pantaloncino e la morbidezza della sella che la sua altezza. Una posizione del busto vicina alla verticale, diminuisce la iperestensione del collo ed i dolori al ritorno con i piedi per terra. Ricercare il massimo rendimento, invece, necessita della cura dell'aerodinamica (vedi Filippo Ganna) fino al punto di massima tolleranza del nostro fisico. Occorre però rispettare dei punti obbligati e variabili per ciascuno soggettivamente.1) Decidere l'altezza della sella mentre un amico regge la bici e noi pedaliamo all'indietro, cerchiamo la massima estensione complessiva della gamba finché il bacino non oscilla a destra e sinistra, 2) Inclinare il busto verso la maggiore orizzontalità che ci permette ancora di guardare la strada senza dolore, 3) portare avanti le spalle aprendo l'angolo tra il busto e la coscia quanto basta per poter affannare quanto più profondamente possibile 4) partendo da questi punti, fissare la presa del manubrio, quella bassa, nel punto in cui si avverte che il peso delle spalle e della testa ricade leggermente DIETRO il punto di equilibrio che ci permette di non cadere verso la ruota anteriore. Ogni progresso nell'allenamento ci suggerirà di cambiare un particolare e dovremmo farlo tempestivamente, perché il nostro corpo starà cambiando e la bici deve seguirlo, non il contrario! Per fare questo giocheremo con le regolazioni della pipa manubrio in alto in basso o sostituendola con una di diversa lunghezza; sfilando il tubo reggisella per andare più forte o abbassandolo per avere una guida più sicura; portando avanti la sella si respira meglio ma si affaticano la braccia, portandola indietro si va meglio nei percorsi con saliscendi. Cercherete voi il compromesso che preferite

Marco G. 20 settembre 2021

Argomento interessante, ma nell'articolo non c'é nulla a parte qualche riga sul metodo Hinault... Qualche consiglio almeno a spanne su quanto deve restare piegato il ginocchio alla massima estensione, quanto in basso dev'essere posizionato il manubrio rispetto alla sella almeno "a occhio"... Niente?

La risposta della redazione

Ciao Marco, questo voleva essere un articolo di introduzione al posizionamento sella dedicato a un target entry level. Stiamo preparando contenuti esaustivi prodotti da biomeccanici blasonati.

Paolo R. 23 settembre 2021

Argomenti interessanti ed utili, per perfezionare le varie problematiche che si presentano nelle varie discipline sportive. I che pratico bici mi tornano utili i consigli descritti.