Erica Covelli, creatrice di 'Zaini e Zampe', un team che organizza escursioni con i cani, ci racconta 4 itinerari da fare con i nostri pelosi.
Montagne e cani: due passioni che Erica Covelli, Guida Ambientale Escursionistica, trasmette fin dalle prime battute dell’intervista. Bergamasca, un impiego di responsabilità per una multinazionale fino alla svolta che l’ha portata a lasciare il lavoro per buttarsi nel progetto Zaini e Zampe, pensato con l’obiettivo di trasmettere le buone pratiche cinofile e il rispetto ambientale a chi ama fare escursioni in natura con il cane. Magda Supinska, addestratrice cinofila ENCI, completa il team Zaini e Zampe: un’amicizia nata otto anni fa durante una gara di canicross in Sila, dove le due donne hanno deciso di unire le proprie competenze per far crescere il progetto.
“Quello che vogliamo trasmettere è un approccio il più possibile corretto verso l’ambiente naturale, che includa anche la gestione del cane. Questo modo di intendere il trekking, noi di Zaini e Zampe lo chiamiamo progressione in binomio, proprio perché è un percorso graduale e condiviso”, spiega Erica.
Viaggiare con il cane è storia antica, forse risalente al Neolitico e alle migrazioni dei primi Sapiens verso l’Europa e l’Asia. Un rapporto viscerale che persiste, se pensiamo che l’ultimo aggiornamento dell’Anagrafe Animali d’Affezione rivela ben 14.298.845 di cani microchippati. In pratica, uno ogni quattro abitanti.
Spiega Erica: “La popolazione canina è aumentata negli ultimi anni, anche sui sentieri di montagna, dove però il cane domestico è una specie alloctona, cioè fuori dalla sua zona di residenza. La sua presenza può dunque creare uno squilibrio che spesso obbliga gli animali selvatici, da lavoro o al pascolo, a scappare o a rifugiarsi in altre zone. Il consiglio è di tenere il proprio cane in linea durante le escursioni, con un guinzaglio apposito che permetta comunque libertà di movimento. Non bisogna considerarlo una restrizione, piuttosto una specie di cordone ombelicale dove passano emozioni e informazioni. Ricordiamo che il cane è il più antico compagno di lavoro dell’uomo e, se ben educato, lo stare in linea è un compito che lo rende appagato e felice”.
Fare trekking con il cane è un’esperienza appagante e divertente, a patto che siano garantiti comfort e sicurezza per entrambi:
Al termine dell’escursione, controllare sempre il cane per evidenziare zecche, piccole ferite sui polpastrelli, presenza di spine o altro materiale vegetale sul corpo.
Dopo i vari consigli utili, abbiamo chiesto a Erica Covelli di indicarci alcune escursioni da fare con i cani. Di seguito troviamo i suoi 4 itinerari preferiti:
Punti principali: Località Poiana, Forcella del Lino (1080 m), Madonna del Pizzo, Località Monticelli (1116 m), Monte Sparavera (1369 m)
Andata e ritorno hanno la stessa traccia, lungo l’Antica Via della Lana. Si tratta di un sentiero storico che collegava la Val Gandino e la Val Cavallina, dove nel Medioevo si produceva lana di altissima qualità e panni di altre fibre tessili. Si ricongiunge al Sentiero Partigiano Andrea Caslini. La croce di vetta in marmo è dedicata ai partigiani caduti durante la Seconda Guerra Mondiale.
Partenza: Forcella di Ranzanico Sviluppi: 11,5 km, 530 m D+ . Sentieri CAI 531, 547 Livello: escursionistico base Punti di appoggio: nessuno Acqua sul percorso: assente. C’è solo una pozza di abbeveraggio animali dove poter rinfrescare i cani. Periodo: autunno - inverno (è completamente esposto al sole). Nel periodo estivo gli ampi pascoli sono occupati dal bestiame al pascolo: sarà quindi buona norma tenere i cani richiamati e sotto controllo, per non spaventare gli animali ed evitare liti con i cani da pastore.
Su un percorso con queste caratteristiche noi consigliamo l’uso dell’attrezzatura da canicross (corsa con il cane), una pettorina ad H imbottita, una cintura da canicross per il conduttore fatta con materiale simile a un imbrago da arrampicata e una linea ammortizzata, cioè un guinzaglio elastico che misuri max 180 cm in estensione.
SCARICA LA TRACCIA PER IL MONTE SPARAVERAPunti principali: Ripa di Gromo, Baite Cà di Bernacc, Baite di Cardeto Alta e di Mezzo 'Flavio Rodigari', Lago Basso (1708 m), Lago di Mezzo (1798 m) Lago Alto (1862)
Pascoli fioriti a perdita d’occhio: a luglio la fioritura dei rododendri è spettacolare, ci ricordano che l’antico mestiere del malgaro è tutt’altro che in disuso nelle valli bergamasche.
Sviluppi: 15 km e circa 1100 m D+. Sentiero CAI 233/233A e indicazioni per i laghi Livello: Escursionistico Punti di appoggio: nessuno Acqua presente sul percorso: in abbondanza
I sentieri si snodano in parte in zone boschive, quindi con buone temperature e zone ombreggiate indispensabili per il benessere del cane. Salendo, si trovano i tre laghi dove i cani potranno bagnarsi in caso di temperature estive elevate. Nella prima parte del percorso, durante l’attraversamento del bosco, si consiglia di tenere il cane sotto controllo, possibilmente in linea, a causa della presenza di fauna selvatica. Lo stesso vale nel periodo giugno-settembre, per i numerosi animali al pascolo custoditi da cani da pastore e guardiani. Questi sono ben addestrati, ovvero tollerano la presenza dei cani escursionisti, a condizione che questi non invadano la zona di pascolo.
Al rientro, consigliamo una visita al paese di Gromo, insignito del titolo Borgo più bello d’Italia.
Su un percorso con queste caratteristiche noi consigliamo l’uso dell’attrezzatura da canicross, con pettorina ad H imbottita, una cintura da canicross per il conduttore e una linea ammortizzata, cioè un guinzaglio elastico che misuri max 180 cm in estensione.
SCARICA LA TRACCIA PER I LAGHI DI CARDETOVista sui 3 laghi: Iseo, Endine, Gaiano
Punti principali: Sovere, Cascata dei Frati, Santuario della Madonna della Torre, Croce della Corna Lunga (1260 m), Malga Lunga, Monte Grione 1360 m (vista sui 3 laghi: Iseo, Endine, Gaiano), altopiano di Possimo.
Livello: difficile. È un'escursione lunga e impegnativa. È richiesto un ottimo allenamento e una perfetta gestione del cane in linea su rocce e sentieri esposti. Sviluppi: 19,50 km e 1.372 D+ Tipologia di percorso: 90% sterrato, 10% urbano (attraversamento del paese di Sovere) Punto di partenza: Sovere (Bg) 375 m Punti di appoggio: Rifugio Museo della Malga Lunga (aperto da luglio a settembre); nel resto dell’anno solo nei giorni prefestivi, festivi e su prenotazione. Presenza di acqua sul percorso: a Malga Lunga. Per i cani: qualche fontanile nei pressi del bivacco al quarto chilometro
Questo percorso si snoda in buona parte in zone boschive, quindi con buone temperature e zone ombreggiate, ma l’assenza di acqua potrebbe essere un problema nel periodo estivo. La cresta di 2 km che conduce alla croce del Grione è posta su un crinale erboso esposto al sole per tutto il giorno: sarebbe meglio non arrivarci nelle ore più calde.
Il sentiero che dal km 8 al 10 porta alla croce del Grione è piuttosto aereo, ovvero passa su un crinale erboso molto esposto. Tenere il cane in linea (legato) fino al termine della cresta. Lo stesso vale per l’attraversamento dei boschi, da quota 700 metri fino alla Corna Lunga, per la presenza di fauna selvatica.
Su un sentiero con queste difficoltà noi consigliamo l’attrezzatura da canicross: pettorina ad H imbottita, una cintura da canicross per il conduttore (materiale simile ad un imbrago da arrampicata) e una linea ammortizzata, cioè un guinzaglio elastico di 180 cm max in estensione.
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Periodo: luglio e agosto (nel resto dell’anno i sentirei sono spesso innevati) Durata: 2 giorni consecutivi di cammino
1° giorno: Bresimo – Bivacco Binasia (4 h circa) 9 km 1100 D+; Bivacco – Cima Pin e ritorno (2,30 h) 6,4 km 535 D+ 2° giorno: Malga Binasia – Malga Bordolona – Passa Palù – Malga Palù – Park Cavalar 14,4 km 535D+ Sviluppo totale: 30 km, 1.600 m D+, 1.500 m D-
Punto di partenza: Bresimo (900 m) Altitudine massima: Cima Pin 2.421 m Difficoltà: Escursionistico Pasti: al sacco. La cena può essere cucinata in bivacco, oppure si può contattare il gestore della Malga Binasia. Acqua sul percorso: per umani e cani. Consigliamo borracce per 2,5 litri o più, che potranno essere riempite in vari punti sul percorso.
Il bivacco è dotato di ampio bagno con WC, doccia e lavabo e di ampia cucina attrezzata. Per alloggiare nel bivacco consigliamo di contattare la SAT di Livo (tel 348 7467772) o il Comune di Bresimo.
Dopo aver lasciato l’auto al Park San Bernardo in località Cavalar (Val di Rabbi) ci portiamo con la seconda auto al Park Bresimo, al bivio per la Malga Binasia Bassa. Lasciate le auto, incamminarsi sulla strada forestale che sale alla Binasia Bassa e poi alla Binasia Alta su tornanti regolari che si snodano in un bosco di abeti per 7 km e 100 m D+.
Dalla Malga Binasia Bassa alla Alta, dove si trova il bivacco, la vista si apre su ampi pascoli e sulla catena delle Maddalene. Giunti al bivacco, dopo aver depositato i bagagli, proseguire verso la Cima Pin, sul sentiero 131 B, per poi rientrare al bivacco per la cena e il pernottamento.
Si imbocca il sentiero 133, Sentiero Italia, che taglia la Val Bresimo a quota 2.000 m circa fino alla Malga Bordolona (2084 m). Da qui, si risale per 400 metri circa fino a raggiungere il passo Palù a (2.412 m) ed entrare in in Val di Rabbi. Restando sempre sul sentiero 133, si entrerà nei pascoli verso la Malga Palù dove si potrà sostare in compagnia del pastore che gestisce da anni la malga. Quindi, ripreso il sentiero diretto a valle, raggiungeremo l’abitato di San Bernardo per il recupero del mezzo e il rientro a Bresimo.
SCARICA LA TRACCIA DELLE VALLI BRESIMO E RABBIPer informazioni: Zaini e Zampe (tel. 347 4619241); facebook: Zaini e Zampe