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Non ci fermiamo davanti alla paura

Il coronavirus non si trasmette con lo smartphone. Ma l’allarmismo e le false notizie sì.

di Redazione · ·Lettura: 2 minuti
Non ci fermiamo davanti alla paura

Scegli di indossare la mascherina in assenza di sintomi. Scegli di condividere le notizie spazzatura. Scegli di riportare i numeri allarmanti senza comprenderli a fondo. Scegli di autodiagnosticarti le patologie in corso. Scegli di guardare con sospetto gli altri. Scegli di nascondere la mano se qualcuno tenterà di stringertela. Scegli di fare una scorta alimentare senza alcun senso. Scegli di barricarti in casa. Scegli la paura. Diffondi la paura.

Oppure…

Scegli di dare ascolto alle fonti attendibili. Scegli di proteggere i più deboli. Scegli la dignità. Scegli di prenderti cura della tua salute fisica e mentale. Scegli di non discriminare le persone in base alla loro origine. Scegli di passeggiare all’aria aperta. Scegli di prenderti una pausa dal bombardamento mediatico. Scegli di non delegare agli altri la tua capacità di giudizio. Scegli di incontrare gli amici. Scegli di stare vicino a chi ne ha bisogno. Scegli di allenarti in compagnia. Scegli di ascoltare il battito del tuo cuore. Scegli le emozioni. Scegli la vita. Sceglila, perché sei vivo.

Il coronavirus non si trasmette con lo smartphone. Ma l’allarmismo e le false notizie sì.

I danni che ne derivano, allo stato attuale, sono più incontenibili della possibile epidemia, anche le decisioni più logiche sono ormai collegate a componenti emotive, psicologiche e pregiudiziali. La frenata dei consumi, anche in ambito sportivo sta avendo ripercussioni a tutti livelli. Organizzatori, timer, brand, enti turistici, atleti, tutti stanno subendo pesanti conseguenze.

La paura ci divide, ci fa prendere le distanze gli uni dagli altri, ma mai, come in questo momento, avremmo, invece, bisogno di collaborare e di rimanere connessi per tornare al più presto a una condizione di tanto desiderata normalità. Ed ora più che mai è importante rispettare le regole, importanti tanto nello sport quanto nella vita. Seguiamo pedissequamente le norme comportamentali che ci vengono fornite dagli organi competenti.

Noi siamo sportivi, proveniamo dagli sport di endurance, che ci hanno abituato tanto a competere quanto a sostenerci reciprocamente. È così la nostra essenza, il nostro modo di vivere e di affrontare le cose. Abbiamo fatto allenamenti estenuanti, corso migliaia di chilometri, pedalato salite impossibili, scalato montagne, sudato, sofferto, abbiamo osservato il nostro respiro nel gelido inverno, lasciato gocce di sudore nel deserto, abbiamo sputato rabbia, ci siamo rialzati da decine infortuni, ci siamo svegliati all’alba, abbiamo visto sorgere il sole e abbiamo sempre scelto di andare avanti, andare oltre le nostre paure. Già, siamo sportivi, e forse anche per questo, non abbiamo paura. Non ci fermiamo davanti alla paura.

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Le domande dei lettori

Pietro M. 29 febbraio 2020

condivido, ma purtroppo l'evidenza dei fatti ci porta ad essere molto cauti, diventa naturale indossare le scarpe e correre contro tutti

Eros G. 29 febbraio 2020

Concordo in tutto e condivido

Patty B. 29 febbraio 2020

Concordo assolutamente. Per quanto mi riguarda semplicemente mi lavo più spesso le mani. Tutto qui

Stefano A. 29 febbraio 2020

Le mie scarpe affrontano pigrizia, stanchezza dopo una giornata di lavoro, pioggia o neve; hanno anche l'ardore di inseguire i miei figli in bicicletta sfidando le loro giovani leve sui pedali! Hanno affrontato una grave malattia, vincendola egregiamente, affronteranno con disinvoltura agenti virali, allarmismo e cattiva comunicazione. Manca il passaggio di un traguardo fisico, ma prestissimo tornerà, non può essere altrimenti.. A tutti, un abbraccio.

Anna D. 29 febbraio 2020

Non posso che condividere!

Leonardo 29 febbraio 2020

Ben detto ! Informazione contro la paura.

antonio 29 febbraio 2020

Si, e aggiungerei che siamo solidali con tutti senza barriere, uniti nell'amicizia, nella pace e nel divertimento.

Alberto A. 29 febbraio 2020

unstoppable

Marco A. 1 marzo 2020

Per me il coronavirus è un sabotaggio che gli Stati Uniti o chi per loro hanno fatto ai danni della Cina. Allo scopo di rallentarne bloccarne l'economia crescente. Per ottenere in cambio un bilanciamento del bilancia commerciale con questo paese. ...

Marco A.

Si tratta di fatto di un atto di guerra.

Andrea G. 1 marzo 2020

Condivido in pieno, io non ho cambiato di una virgola le mie abitudini, sportive e no.

Isabella N. 1 marzo 2020

È vero, siamo sportivi, amiamo sentire l'aria fresca del mattino sulla pelle, e la fatica dell'allenamento è la migliore delle musiche x noi!! Correre in compagnia, è l'antidoto contro tanti mali. Questa è la nostra forza! E siamo pronti a contagiarne il mondo

Fernando S. 1 marzo 2020

Condivido perfettamente. Il mio virus è "Correre per vivere meglio". Le mani non le lavo perchè ho paura ma perchè ci tengo alla pulizia.

enrico 2 marzo 2020

Scegli la vita perché sei vivo. Parole sante, dovremmo ricordarle ogni mattina al rusveglio

Massimiliano V. 2 marzo 2020

Le gare possono attendere, e nel frattempo correre nella natura resta la cosa più bella. Buona corsa a tutti

Riccardo 3 marzo 2020

Non facciamoci prendere dal panico, andiamo avanti e non fermiamoci. Fermiamo invece che diffonde paura

Massimo M. 3 marzo 2020

Fermarsi per 2 settimane, astenendosi dal partecipare a manifestazioni non ha mai fatto male a nessuno. il Conorna virus non è mortale per molta genete ma se si diffonde, non essendoci un vaccino, rischia di portare il 5% della popolazione in opsedale, con il rischio che i posti letto si esauriscano(e gravando il lavoro dei poveri medici e infermieri). Quindi ripeto che fermarsi per 2 misere settimane non fa male a nessuno. Ci saranno tempi e luoghi per dimostrare la votra bravuira di atleti.