Le distanze del triathlon sono molteplici, le più famose Ironman, 70.3 e quella Olimpica, scopriremo quali e quante siano, e come sia nato questo sport.
In un mondo in cui troppe volte ci sentiamo dire “anche un mio amico ha fatto un Ironman” andiamo a fare chiarezza su cosa sia questo sport e sulle diverse distanze del triathlon.
Partendo con un minimo di storia: il triathlon nasce nel 1977 durante la cerimonia di premiazione per la staffetta di Oʻahu. Tra i partecipanti c’erano rappresentanti sia dei Mid-Pacific Road Runners che del Waikiki Swim Club, i cui membri avevano a lungo dibattuto chi fosse più in forma, corridori o nuotatori. Il comandante della marina statunitense John Collins rilanciò che un articolo di Sports Illustrated segnalava il ciclista belga Eddy Merckx aveva il più alto “consumo di ossigeno” registrato (o VO2max) di qualsiasi atleta mai misurato, quindi forse i ciclisti erano più in forma di chiunque altro.
15 i partecipanti, 12 i finishers, leggende metropolitane (ma neanche tanto…): un concorrente acquistò la bici il giorno prima della gara, un altro si fermò a fare un ristoro in un Mac Donald, il vincitore Gordon Haller, classe 1950 in un tempo di 11 ore 46 minuti e 58 secondi.

Quindi la storia ci insegna che Ironman, oggi è brand mondiale da poco tornato di proprietà statunitense dopo un periodo cinese, è la distanza da cui nacque il Triathlon.
Le distanze del triathlon sono state invece un riadattamento progressivo per rendere questo sport più approcciabile agli sportivi di ogni età e forma.
Andiamo quindi a vedere le distanze del Triathlon per la FITRI, Federazione Italiana Triathlon:
Si capisce quindi quanto sia ampia la forbice tra distanze del Triathlon, cui poi si vanno ad aggiungere “perversioni” esibizioni come i deca (o più) ironman in cui dei fenomeni si rinchiudono in una piscina fino a completare N distanze nuoto, escono in bici a percorrere N distanze in bici e N maratone fino a completare la performance.
C’è poi il mondo spettacolare della Super Leauge Triathlon, un format creato ad hoc per esigenze televisive vengono stravolte le distanze per 4 diverse gare: Enduro, Triple Mix, Equalizer ed Eliminator. Davvero una bella novità degli ultimi anni.

Una cosa molto importante nel capire le distanze del triathlon è che ogni gara ha una difficoltà intrinseca variabile, andando a rendere esponenziale le possibili variabili di percorso di una maratona o di una granfondo che a pari kilometraggio hanno dislivelli diversissimi, e condizioni atmosferiche diversissime. Come pure nuotare in mare ha difficoltà diverse dal nuotare in un lago, o in un fiume, per non dire in piscina. Per fare un esempio un Ironman svolto a Cervia ha un valore e un cronometro decisamente diverso dalla stessa gara svolta a Nizza con 2mila metri di dislivello in bici contro i 700 di quello italiano; spalmati su 180 km si capisce un diversissimo impegno fisico ed una media cronometrica totalmente diversa. Ugualmente uno sprint come il recente World Triathlon di Arzachena con quasi 600 m di dislivello sui 3 giri e una corsa con saliscendi, ha impatto diversissimo da uno svolto a Jesolo, piattone su piattone, al che i tempi sulle varie distanze del triathlon hanno un valore molto relativo, salvo l’impegno assoluto di allenamento.