Gomito a gomito con altri atleti, il nuoto in acque libere ci pone in una condizione totalmente diversa dalla vasca. Martina Benetton ci consiglia come posizionarci in gruppo.
Questo almeno prima della pandemia e delle nuove regole che trasformeranno il modo di gareggiare.
Partire in gruppo, avere accanto altri nuotatori mi ha sempre dato “coraggio” nell’affrontare quella che per me spesso è risultata essere una fase delicata: l’ingresso in acqua e la partenza, soprattutto quando nuoto in posti sconosciuti, scuri e in cui non so cosa incontrerò lungo il percorso.
Scherzi a parte, il fatto di “non essere soli” dà qualche sicurezza in più.
Se si conosce già qualche amico, compagno o avversario con un ritmo di gara simile al nostro, il consiglio è quello di mettersi già vicino a lui nelle fasi di partenza.
Nel trovare la propria posizione è sempre bene cercare di avere un occhio obiettivo nel valutare le proprie capacità: inutile mettersi in prima fila se sappiamo che normalmente non è quella la posizione di classifica che ci appartiene.
Sembra banale, ma vi può risparmiare qualche botta involontaria (chi è più veloce, se è dietro, da qualche parte cercherà di passare) ed energie (partendo in pole position l’istinto sarà quello di fare i primi metri ad un ritmo molto elevato che non vi appartiene… cosa che pagherete poi!).
Man mano che la gara si evolve, si formano naturalmente dei gruppi (più o meno stabili, più o meno numerosi) con ritmi gara diversi. Qui è fondamentale capire il prima possibile se il gruppo in cui ci si trova ha un ritmo coerente con quello che possiamo fare noi oppure no. Se il ritmo è appena più elevato del proprio, si può tentare di usare questo stimolo per ottenere qualcosa in più da se stessi, cercando di restare in scia il più a lungo possibile, senza affaticarsi troppo…
Se, al contrario, il ritmo è troppo lento inizialmente può sembrare “comodo” restare lì tranquilli, magari pensando che verso la fine potreste provare un’accelerazione e staccare il resto degli avversari di gara… Bene, sappiate che non è così facile! Anche stare sotto ritmo rischia di essere faticoso, non ve ne accorgerete neppure, ma andare troppo piano è altrettanto stancante! Inoltre, ci sarà un po’ l’effetto addormentamento, quindi riuscire a cambiare passo non sarà facile, soprattutto se nuotate da molti metri a quella andatura.
Cosa fare? Stare concentrati e correggere il prima possibile la situazione.
Se si è in un gruppo troppo lento nelle fasi iniziali di gara avete ancora la chance di staccarvi: mettetevi in testa al gruppo e cercate di agganciare il gruppo che vi precede, probabilmente avrà un ritmo più corretto per voi e non sarà ancora troppo distante.
Certo per fare ciò servirà un cambio di passo, dei metri nuotati in modo deciso e con un ritmo ben più elevato, senza escludere la possibilità di portarvi dietro qualche avversario.
Se invece iniziate a non tenere più quel ritmo troppo elevato che avete cercato di inseguire inizialmente, pian pianino il vostro rallentamento vi farà ritrovare da soli… potreste incontrare lungo la via altri nuotatori nella vostra stessa condizione che vedendovi arrivare cercheranno di stare con voi, creando un nuovo gruppetto… oppure potreste essere raggiunti da qualche gruppo che vi stava prima inseguendo. Quando capita, cogliete l’occasione e cercare di aggregarvi e stare con loro.
Non mollate troppo, non lasciatevi andare… dopo i primi minuti di ripresa, cercate di tornare su quello che sarebbe il passo giusto per voi.
Nella gare in acque libere, bisogna fare un po’ di economia delle proprie forze: stare in gruppo, sfruttare un po’ di scia, un po’ di passo, un po’ di aiuto nelle traiettorie sono tutte cose possono far la differenza.
Nel prossimo contenuto analizzeremo come sfruttare al meglio la scia in acque libere, piccoli consigli per fare meno fatica.
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Tutte cose sante.. Complimenti!
ottimi consigli