Ammettiamolo: ogni volta che dobbiamo eseguire esercizi di tecnica di nuoto, sbuffiamo. Ma se invece dovessimo solo cambiare atteggiamento?
La tecnica risulta noiosa, questo perché non sempre se ne vede l’utilità; e richiede pazienza per poter raccogliere frutti tangibili. Oltretutto quando si dedica del tempo alla tecnica di nuoto, lo si sottrae al volume che, nell’ottica dell’atleta comune, ha sempre il ruolo del parametro alfa.
La reiterazione di un gesto tecnico ripetuto meccanicamente e di cui non è chiara la finalità provoca lo scollegamento della mente e quello che dovrebbe rappresentare un percorso di ricerca pieno di sfumature di colori diventa un vicolo cieco contornato di grigio; chi propone un esercizio (coach) deve quindi attirare l’attenzione su almeno un particolare da ricercare durante l’esecuzione.
Facciamo un esempio su un esercizio basico: stile libero, braccio singolo in movimento.
Non importa poi quanto tempo occorre per rendere tale abilità parte integrante dell’interpretazione della nuotata: una volta che un’abilità motoria viene acquisita, diventa uno strumento che prima o poi tornerà utile senza saperlo.
L’esercizio rappresenta quindi un problema simulato o reale e la capacità di risolverlo è data dalle abilità motorie sviluppate nella ricerca della soluzione. La finalità è di applicare le nuove abilità acquisite alla codifica di uno dei quattro stili su cui ci si sta concentrando (stile libero, dorso, rana o delfino) e non lasciare quindi l’esercizio fine a sé stesso. Ogni problema di adattamento presenta molteplici soluzioni in quanto è strettamente collegato alla capacità di elaborazione del singolo; approfondire soluzioni, apparentemente infruttuose, permette comunque di acquisire informazioni che risultano fondamentali in un secondo momento per elaborare alternative. L’acqua è un elemento semplice che obbliga all’umiltà e all’introspezione per trasformare il disagio in opportunità. Aumentare il feeling con l’ambiente acquatico approfondisce l’integrazione e ci restituisce una maggiore sicurezza in noi stessi. La base della tecnica in acqua non è altro che lo sviluppo di quanto appena detto.
Lo sport in generale è fatto di tanti mattoncini che vengono messi, tolti, modificati, spostati e strutturati in base alle strategie e alle programmazioni, alle sfaccettature previste, cercate e approfondite.
articolo molto interessante grazie