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Strade bianche e mare: il lato selvaggio delle Marche

Dal cuore dei Monti Sibillini alle spiagge della costa, un viaggio in bici alla scoperta dell'anima più autentica delle Marche. Esplorazione, natura e tradizioni da vivere al proprio ritmo.

di Redazione · ·Lettura: 4 minuti
Due cicloturisti con borse da bikepacking pedalano su una strada bianca tra la macchia, con i Monti Sibillini sullo sfondo

Tra le vette dell’Appennino e la costa adriatica si estende una terra fatta di crinali dolci, borghi antichi e strade bianche che sembrano disegnate apposta per le due ruote. Le Marche rappresentano una delle frontiere più affascinanti per gli amanti del cicloturismo d’avventura: una regione che non si svela subito, ma che premia chi ha la curiosità di esplorarla a ritmo lento.

È in questo contesto territoriale straordinario che dal 9 all’11 ottobre 2026 prende vita il più grande raduno gravel della regione. Non una gara, ma una vera e propria immersione in un territorio che alterna senza sosta l’asprezza della montagna alla brezza marina, il tutto accompagnato dall’inconfondibile accoglienza culinaria locale.

Ciclista con la bici carica di borse pedala sulla strada che costeggia un lago tra le colline

L'essenza dell'esplorazione: le Marche in sella

L'evento nasce con una filosofia chiara: vivere un viaggio e un'esperienza di pura scoperta personale. L'epicentro di questa avventura è la Riserva Naturale Abbadia di Fiastra (MC), punto di partenza e di arrivo, da cui ci si addentra nell'entroterra per poi fare ritorno verso il mare.

Pedalare qui significa attraversare un’Italia autentica. Le strade bianche marchigiane tagliano colline pettinate dalle coltivazioni, sfiorano castelli silenziosi e si inerpicano verso le zone più remote, regalando panorami ampi e un contatto diretto con le comunità del posto, dove le tracce si incrociano, i ciclisti si incontrano e i chilometri si condividono.

Tre ciclisti in gravel affiancati su una strada bianca tra i campi

Quattro percorsi per scoprire il territorio

Marche Trail offre opzioni studiate per adattarsi a diverse preparazioni, biciclette e filosofie di viaggio:
  • Classic 300 (Partenza 9 ottobre): Il percorso che racchiude l'anima della regione (circa 300 km e 4.600 m di dislivello). Pensato per essere affrontato in 3-4 giorni con qualsiasi bici, attraversa borghi storici, crinali panoramici e scorci marini. È l'itinerario perfetto per vivere l'avventura al giusto ritmo, godendosi i campi base e i continui cambi di scenario.
  • Wild 400 (Partenza 9 ottobre): Il tracciato per chi cerca l'isolamento e la montagna (circa 400 km e 7.600 m di dislivello). Riservato a gravel e MTB, si spinge nelle zone più remote delle Marche, arrampicandosi sulle strade bianche verso i Monti Sibillini. Un'esperienza intensa e selvaggia per gli amanti dell'off-road.
  • Short 200 (Partenza 10 ottobre): L'opzione ideale per chi ha solo un weekend a disposizione ma non vuole rinunciare all'atmosfera del viaggio (187 km e 2.400 m di dislivello). Un concentrato di strade bianche e viste sul mare che si ricongiunge agli altri percorsi presso il secondo campo base.
  • OneShot Social Gravel (Partenza 11 ottobre): Una traccia giornaliera (87 km e 1.400 m di dislivello) dedicata al puro gravel tra le colline. Un percorso scorrevole che negli ultimi chilometri si unisce ai bikepacker per condividere l'emozione dell'arrivo al villaggio.
Ciclisti a tavola al campo base: una ragazza solleva sorridendo una forchettata di spaghetti

Tra Appennino, mare e tradizioni

Per chi sceglie i percorsi Classic o Wild, è possibile seguire un itinerario di viaggio in tre giorni che trasforma le soste in parte integrante dell'esperienza, permettendo di assaporare a pieno il territorio.

Prima sera: il fascino di Ascoli Piceno. La prima tappa è la più impegnativa (105 km per il Classic, 135 km per il Wild). Si pedala tra colline e piccoli borghi con l’imponente profilo dei Monti Sibillini sullo sfondo. L’arrivo ad Ascoli Piceno ripaga di ogni sforzo: il tempo di appoggiare la bici e ci si ritrova a passeggiare tra le maestose piazze di travertino. È il momento perfetto per recuperare le energie e condividere i racconti della giornata gustando il celebre fritto misto con le inimitabili olive all’ascolana, magari accompagnato da qualche fetta di ciauscolo artigianale e un buon calice di Rosso Piceno.

Seconda sera: la brezza dell’Adriatico. Il secondo giorno cambia completamente la prospettiva. La tappa si allunga (125 km per il Classic, 150 km per il Wild) ma diventa altimetricamente più scorrevole, portando i ciclisti a percorrere la Ciclovia Adriatica a ridosso delle spiagge. Direttamente sulla traccia si incontra il Natural Village di Porto Potenza Picena, un campo base sul mare (convenzionato con cena e colazione inclusa) dove rilassarsi nei bungalow e godersi una serata di musica tra rider. Il risveglio del terzo giorno inizia con l’alba sull’Adriatico, pronti a rientrare verso l’Abbadia di Fiastra.

Due ciclisti sollevano le braccia al traguardo su una strada bianca tra gli ulivi

Il Villaggio e le sorprese lungo il percorso

Il Village, situato presso l'Abbadia di Fiastra, è il cuore logistico e sociale dell'evento, attrezzato con area sosta camper, ristoranti, parcheggi e docce calde (presso il campo base di Colmurano).

Ma lo spirito di condivisione non si esaurisce alla partenza o al traguardo. La grande novità di questa edizione è Fur_Gò, un van itinerante che si trasforma in un vero e proprio punto d’incontro mobile per i rider. Fedele allo slogan “Gravel, People, Music and Beer”, questo furgone attrezzato comparirà a sorpresa lungo il tracciato. Non si tratta di un punto di assistenza meccanica, ma di un luogo di comunità inaspettato: uno spazio pensato per spezzare il ritmo, assaggiare i prodotti del territorio, ascoltare buona musica e scambiare racconti ed emozioni con gli altri ciclisti prima di rimettersi in sella.

Un invito formale a scoprire il centro Italia con occhi diversi, ascoltando le proprie gambe e lasciandosi sorprendere dalla meravigliosa accoglienza delle Marche.

Scopri tutti i dettagli e preparati a partire:

Tag  gravel · cicloturismo · bikepacking

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